K metro 0 – New York – Le Nazioni Unite hanno avviato il 1° novembre lo smantellamento della MINURSO, la missione di pace nel Sahara Occidentale, dopo che il Consiglio di Sicurezza non è riuscito a rinnovarne il mandato. La decisione mette fine a 35 anni di presenza internazionale in uno dei conflitti territoriali più
K metro 0 – New York – Le Nazioni Unite hanno avviato il 1° novembre lo smantellamento della MINURSO, la missione di pace nel Sahara Occidentale, dopo che il Consiglio di Sicurezza non è riuscito a rinnovarne il mandato. La decisione mette fine a 35 anni di presenza internazionale in uno dei conflitti territoriali più lunghi dell’Africa settentrionale e apre una nuova fase di incertezza nei rapporti tra Marocco, Fronte Polisario e Algeria.
Il mandato è scaduto il 31 ottobre, al termine di uno scontro diplomatico tra Stati Uniti e Russia. Mosca ha posto il veto a una risoluzione americana che proponeva di prorogare la missione per un anno, modificandone però il mandato e indicando il piano di autonomia marocchino come principale riferimento per i negoziati. Il testo ha ottenuto 11 voti favorevoli, uno contrario e tre astensioni.
Una proposta alternativa russa, favorevole al rinnovo della MINURSO senza cambiamenti sostanziali, non ha invece raggiunto i nove voti necessari per l’approvazione. Il risultato è stato il mancato rinnovo della missione, istituita nel 1991 per sorvegliare il cessate il fuoco e preparare un referendum sull’autodeterminazione della popolazione saharawi, mai organizzato a causa delle divergenze sulle condizioni di partecipazione.
Il portavoce del segretario generale dell’ONU, Stéphane Dujarric, ha annunciato l’avvio della fase di liquidazione. Una squadra ridotta coordinerà il rientro del personale e delle attrezzature, mentre António Guterres ha chiesto alle parti di collaborare per garantire un ritiro ordinato.
Il segretario generale ha espresso preoccupazione per il rischio di una nuova escalation militare, invitando alla moderazione. Ha inoltre ribadito l’impegno delle Nazioni Unite a favorire una soluzione politica che garantisca il diritto all’autodeterminazione dei saharawi. La mediazione diplomatica proseguirà attraverso l’inviato personale Staffan de Mistura.
Rabat ha accolto favorevolmente la mancata proroga. Il governo marocchino considera il piano di autonomia sotto la propria sovranità la soluzione più realistica e sostiene che la missione non abbia più ragione di esistere. Il ministro degli Esteri Nasser Bourita ha assicurato collaborazione logistica durante il ritiro.
Di segno opposto la posizione del Fronte Polisario, sostenuto dall’Algeria, che rivendica l’indipendenza del territorio e denuncia il rischio di abbandonare il principio dell’autodeterminazione. Le ostilità a bassa intensità, riprese nel 2020 dopo la rottura del cessate il fuoco, rendono particolarmente delicata la scomparsa del dispositivo internazionale di osservazione.
La questione del Sahara Occidentale resta irrisolta dalla fine del dominio coloniale spagnolo nel 1975. Il Marocco controlla la maggior parte del territorio, mentre il Polisario rivendica la nascita di uno Stato indipendente.
La fine della MINURSO non assegna la sovranità del Sahara Occidentale al Marocco né chiude formalmente la controversia. Elimina però uno dei pochi meccanismi internazionali presenti sul terreno. Il rischio è che, mentre le grandi potenze discutono il futuro politico del territorio, venga meno proprio lo strumento incaricato di osservare una pace che da anni non è più pienamente rispettata.













