Belgio, cambiano le buste paga da novembre: aumenti per alcuni lavoratori, tagli per altri

Belgio, cambiano le buste paga da novembre: aumenti per alcuni lavoratori, tagli per altri

K metro 0 – Bruxelles – Dal 1° novembre 2026 cambiano gli stipendi netti in Belgio. Le nuove regole fiscali modificano le trattenute applicate mensilmente alle retribuzioni, con effetti differenti a seconda del reddito, del numero di figli a carico e della situazione familiare. Molti lavoratori riceveranno qualche euro in più, ma per altri il netto

K metro 0 – Bruxelles – Dal 1° novembre 2026 cambiano gli stipendi netti in Belgio. Le nuove regole fiscali modificano le trattenute applicate mensilmente alle retribuzioni, con effetti differenti a seconda del reddito, del numero di figli a carico e della situazione familiare. Molti lavoratori riceveranno qualche euro in più, ma per altri il netto potrebbe diminuire. Non si tratta di un aumento generalizzato degli stipendi, bensì di una revisione del sistema di prelievo fiscale.

Le modifiche derivano dalla riforma dell’imposta sul reddito approvata il 15 luglio dal governo federale guidato da Bart De Wever e dal decreto reale del 27 settembre, pubblicato il 2 ottobre. L’obiettivo dichiarato dell’esecutivo è rendere il lavoro economicamente più conveniente attraverso una trasformazione graduale del sistema tributario.

Il primo intervento riguarda la quota di reddito esente da imposte, che per il 2026 sale da 11.170 a 11.550 euro annui. Secondo Liantis, per un lavoratore che beneficia pienamente della misura il vantaggio sulle trattenute mensili è di 8,47 euro.

La riforma modifica però anche le agevolazioni fiscali per i figli a carico. Per un figlio, la riduzione mensile delle trattenute passa da 52 a 57 euro. Con due figli scende invece da 138 a 137 euro; con tre, da 367 a 362; con quattro, da 635 a 624. Queste variazioni non determinano automaticamente una perdita complessiva, perché devono essere considerate insieme alle altre modifiche fiscali.

Un ulteriore cambiamento riguarda il quoziente coniugale, il meccanismo che permette di alleggerire l’imposizione delle coppie sposate o legalmente conviventi quando uno dei partner dispone di redditi professionali bassi o nulli. La riduzione progressiva del beneficio può compensare, in alcuni casi, il vantaggio derivante dall’aumento della quota esente.

Le simulazioni di Securex mostrano quanto possano essere diversi gli effetti. Una lavoratrice single con un figlio a carico e uno stipendio lordo mensile di 3.200 euro passa da 2.384,16 a 2.398,63 euro netti, guadagnando 14,47 euro.

Per un dipendente sposato con quattro figli a carico, un coniuge senza reddito e una retribuzione lorda di 5.000 euro, il netto scende invece da 4.231,15 a 4.201,25 euro: una riduzione di 29,90 euro mensili.

Sono esempi riferiti a situazioni specifiche, non importi applicabili indistintamente a tutti i contribuenti. Le nuove disposizioni riguardano le retribuzioni pagate o attribuite dal 1° novembre. Restano escluse da questo adeguamento, per il 2026, le pensioni e le indennità del regime di disoccupazione con integrazione aziendale.

Va inoltre distinta la trattenuta effettuata dal datore di lavoro dall’imposta definitiva: il cambiamento visibile nella busta paga non coincide necessariamente con il saldo fiscale risultante dalla dichiarazione annuale.

Il governo presenta la riforma come un primo passo verso una maggiore valorizzazione del lavoro. Le simulazioni degli operatori del settore evidenziano però un impatto distributivo disomogeneo. Il vero banco di prova sarà quindi valutare non soltanto quanti lavoratori riceveranno un netto più alto, ma anche come il nuovo sistema redistribuirà il carico fiscale tra famiglie con caratteristiche differenti.

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