K metro 0 – Bruxelles – Un’ondata di presunti attacchi informatici ha colpito lunedì 2 novembre i sistemi di refrigerazione di oltre cento supermercati in almeno sette Paesi europei, provocando improvvisi aumenti delle temperature nei frigoriferi e nei congelatori e costringendo numerosi punti vendita a eliminare prodotti alimentari. Gli incidenti, segnalati in Belgio, Lussemburgo, Paesi
K metro 0 – Bruxelles – Un’ondata di presunti attacchi informatici ha colpito lunedì 2 novembre i sistemi di refrigerazione di oltre cento supermercati in almeno sette Paesi europei, provocando improvvisi aumenti delle temperature nei frigoriferi e nei congelatori e costringendo numerosi punti vendita a eliminare prodotti alimentari. Gli incidenti, segnalati in Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi, Svezia, Estonia, Finlandia e Irlanda, ricordano l’attacco che in ottobre aveva interessato centinaia di negozi in Francia. Le autorità non hanno ancora identificato i responsabili né stabilito se gli episodi siano riconducibili a un’unica operazione.
Il Belgio figura tra i Paesi maggiormente colpiti. Secondo i dati comunicati dalle aziende e raccolti dall’emittente RTL e dall’agenzia Belga, le anomalie hanno interessato circa quaranta negozi Delhaize, quindici Carrefour, altrettanti Intermarché e cinque punti vendita Spar. Problemi sono stati segnalati anche da alcune attività indipendenti, tra cui macellerie e negozi specializzati.
L’attacco avrebbe sfruttato i sistemi di controllo remoto degli impianti frigoriferi, attivando la funzione di sbrinamento degli evaporatori. Si tratta di una procedura normalmente utilizzata per eliminare il ghiaccio, ma che, se avviata impropriamente, può far salire rapidamente la temperatura e compromettere la conservazione degli alimenti.
Stephan Moelans, amministratore delegato dell’azienda belga Sabcobel, specializzata in refrigerazione commerciale, ha dichiarato all’agenzia Belga che i tecnici sono stati mobilitati durante la notte per isolare dalla rete gli impianti coinvolti. In alcuni esercizi i congelatori hanno raggiunto circa 15 gradi, rispetto a temperature ordinarie prossime ai 22 gradi sotto zero.
Delhaize ha parlato inizialmente di un incidente informatico, precisando che i centri di distribuzione continuavano a funzionare regolarmente. Carrefour Belgio ha invece attribuito esplicitamente le anomalie a un attacco informatico. Anche un negozio Ikea a Mons ha segnalato un improvviso aumento della temperatura dei congelatori, con la necessità di rimuovere alcuni prodotti per precauzione.
Gli effetti si sono estesi oltre i confini belgi. In Svezia, le catene ICA e Coop hanno registrato malfunzionamenti in diversi supermercati. In un punto vendita ICA a Sjöbo, le temperature sarebbero state impostate a 50 gradi, rendendo inutilizzabili le scorte conservate nei congelatori. Il Centro nazionale svedese per la cybersicurezza sta esaminando gli incidenti.
In Irlanda, secondo l’emittente pubblica RTÉ, tredici supermercati sono stati interessati dalle anomalie. Segnalazioni analoghe sono arrivate anche dall’Estonia e da altri Paesi europei.
Il precedente più rilevante risale al 12 ottobre, quando un attacco contro i sistemi frigoriferi di centinaia di supermercati francesi aveva provocato danni ingenti e la distruzione di prodotti alimentari. Le somiglianze tecniche suggeriscono un possibile collegamento, ma gli investigatori non hanno ancora fornito elementi sufficienti per confermarlo.
La procura belga ha aperto un’indagine. Il commissario europeo all’Agricoltura, Christophe Hansen, ha espresso preoccupazione per le conseguenze degli attacchi sulla filiera alimentare, pur precisando che la sicurezza degli approvvigionamenti non risulta attualmente compromessa.
La vicenda evidenzia una vulnerabilità crescente delle infrastrutture commerciali digitalizzate. Frigoriferi, impianti di climatizzazione e altri dispositivi gestiti da remoto possono diventare bersagli informatici con conseguenze materiali immediate. Per la distribuzione alimentare europea, la protezione di questi sistemi non riguarda più soltanto la sicurezza dei dati, ma anche la continuità delle attività e la conservazione dei prodotti.













