K metro 0 – Amsterdam – Un cittadino ceco di 45 anni è stato arrestato all’aeroporto di Schiphol, nei Paesi Bassi, con il sospetto di aver lanciato un falso allarme bomba nei pressi del gate di un volo diretto a Praga. L’episodio, avvenuto giovedì sera, si inserisce nella serie di minacce che da giorni interessa
K metro 0 – Amsterdam – Un cittadino ceco di 45 anni è stato arrestato all’aeroporto di Schiphol, nei Paesi Bassi, con il sospetto di aver lanciato un falso allarme bomba nei pressi del gate di un volo diretto a Praga. L’episodio, avvenuto giovedì sera, si inserisce nella serie di minacce che da giorni interessa il traffico aereo europeo, provocando controlli di sicurezza, ritardi e deviazioni. Le autorità non hanno tuttavia accertato collegamenti tra l’uomo e gli altri episodi.
A confermare il fermo è stata la Koninklijke Marechaussee, la polizia militare olandese responsabile della sicurezza aeroportuale. Secondo un portavoce, il quarantacinquenne avrebbe comunicato verbalmente un allarme bomba al personale del volo Amsterdam-Praga, mentre si trovava nella zona del gate.
L’uomo è stato rilasciato venerdì nel tardo pomeriggio. La polizia militare ha precisato di non sapere se nei suoi confronti sarà avviato un procedimento penale né se si trovi ancora nei Paesi Bassi. Non sono stati diffusi elementi che consentano di attribuirgli un ruolo nelle altre minacce registrate negli aeroporti europei.
La notizia, riportata inizialmente da RTL Nieuws e confermata a NU.nl dalla Marechaussee, arriva mentre si moltiplicano le segnalazioni rivolte ai collegamenti aerei. Venerdì l’aeroporto Václav Havel di Praga ha riferito di almeno otto voli in arrivo o in partenza interessati da allarmi bomba. Le autorità hanno attivato le procedure di verifica, senza individuare esplosivi sugli aeromobili controllati.
Nei giorni precedenti, episodi analoghi avevano coinvolto diversi Paesi europei. Alcuni voli erano stati deviati verso aeroporti alternativi, altri sottoposti a ispezioni dopo l’atterraggio. In determinate circostanze erano intervenuti anche velivoli militari, mobilitati per accompagnare gli aerei civili e garantire la sicurezza delle operazioni.
Tra i casi segnalati figura quello di un volo KLM da Amsterdam a Tel Aviv, controllato a Bucarest dopo aver ricevuto una minaccia. L’ispezione non aveva rilevato ordigni. Il successivo annullamento del collegamento era stato causato da un problema tecnico, distinto dall’allarme bomba.
Un’altra segnalazione ha riguardato un volo KLM proveniente da Praga e diretto ad Amsterdam, sottoposto a controlli dopo l’arrivo a Schiphol. La successione degli episodi ha imposto alle autorità aeroportuali di mantenere elevati i livelli di attenzione anche quando le verifiche precedenti si erano concluse senza riscontri.
L’ondata di minacce ha interessato anche strutture non aeroportuali. A Dublino, venerdì, sono state temporaneamente evacuate le sedi di alcune organizzazioni giornalistiche, tra cui la televisione pubblica RTÉ, dopo la ricezione di messaggi che annunciavano la presenza di ordigni.
Resta aperta la questione dell’origine delle segnalazioni. Alcuni esperti interpellati da NU.nl ritengono che vi siano indizi compatibili con un possibile coinvolgimento russo nell’ambito di operazioni di guerra ibrida. Gli stessi specialisti richiamano altri episodi di sabotaggio informatico registrati in Europa, tra cui attacchi contro sistemi di refrigerazione di supermercati.
Si tratta, tuttavia, di valutazioni e non di conclusioni investigative. Non sono state presentate prove pubbliche che attribuiscano l’insieme degli allarmi a Mosca o dimostrino una regia comune. Le autorità continuano a esaminare le singole segnalazioni e gli eventuali collegamenti, mentre le compagnie aeree devono affrontare le conseguenze operative di minacce che, anche quando risultano infondate, richiedono verifiche immediate.













