K metro 0 – Washington – Gli Stati Uniti lanciano un’allerta contro una serie di cyberattacchi diretti ai sistemi di refrigerazione industriale. Supermercati europei, strutture francesi per la conservazione del plasma e punti vendita alimentari nelle basi militari americane sono stati interessati da episodi che hanno evidenziato la vulnerabilità di apparecchiature collegate a Internet. Il
K metro 0 – Washington – Gli Stati Uniti lanciano un’allerta contro una serie di cyberattacchi diretti ai sistemi di refrigerazione industriale. Supermercati europei, strutture francesi per la conservazione del plasma e punti vendita alimentari nelle basi militari americane sono stati interessati da episodi che hanno evidenziato la vulnerabilità di apparecchiature collegate a Internet. Il 5 novembre l’FBI e l’agenzia federale per la cybersicurezza CISA hanno avvertito che la minaccia è ancora attiva e potrebbe coinvolgere altri settori essenziali.
L’avviso, diffuso insieme ai dipartimenti americani della Salute, dell’Agricoltura e dei Trasporti, riguarda i dispositivi elettronici che regolano temperature e cicli di sbrinamento. Gli hacker possono sfruttare vulnerabilità dei sistemi accessibili da remoto per alterare le impostazioni degli impianti, provocando il deterioramento delle merci, danni alle apparecchiature e, nei casi più gravi, rischi di incendio.
Gli attacchi hanno già prodotto conseguenze economiche in Europa. A ottobre sono stati compromessi i sistemi frigoriferi di oltre 350 esercizi commerciali, soprattutto in Francia. Una nuova ondata, all’inizio di novembre, ha interessato più di cento negozi in diversi Paesi europei, tra cui Svezia, Belgio e Lussemburgo.
In alcuni supermercati gli hacker hanno innalzato artificialmente le temperature dei frigoriferi e dei congelatori, rendendo inutilizzabili grandi quantità di prodotti alimentari. In un punto vendita svedese, secondo Associated Press, i sistemi sarebbero stati impostati a 50 gradi. Le perdite complessive ammontano a milioni di euro, anche se non è disponibile una stima definitiva dei danni.
Particolarmente delicato l’attacco all’Établissement français du sang, l’ente nazionale francese responsabile della raccolta e della distribuzione del sangue. Tra il 1° e il 2 novembre, gli hacker hanno compromesso apparecchiature di refrigerazione utilizzate in tre strutture per conservare plasma destinato alle trasfusioni e alla produzione di medicinali.
Le soglie di temperatura e sbrinamento sono state portate a valori estremamente elevati. I sistemi di monitoraggio hanno però rilevato rapidamente le anomalie, consentendo al personale di mettere in sicurezza le scorte. L’ente francese ha confermato che nessun prodotto ematico o campione è stato danneggiato e che le attività sanitarie non hanno subito interruzioni.
Negli Stati Uniti, intanto, il Pentagono sta esaminando una serie di malfunzionamenti verificatisi da agosto nei congelatori dei supermercati presenti in alcune basi militari. Secondo Reuters, almeno sei strutture sono state interessate da anomalie che hanno provocato il deterioramento di prodotti alimentari. In un caso, in Arizona, gli impianti sono entrati in modalità di sbrinamento durante la notte.
Gli investigatori militari considerano la possibilità di un attacco informatico e hanno avviato contatti con le autorità francesi. Non è stato tuttavia stabilito se tutti i malfunzionamenti abbiano avuto origine da intrusioni esterne.
Rimane aperta anche la questione delle responsabilità. Secondo Nextgov/FCW, alcuni funzionari americani sospettano un possibile coinvolgimento di hacker legati all’Iran negli episodi delle basi militari. Si tratta di un’ipotesi non confermata ufficialmente. Le autorità statunitensi non hanno attribuito pubblicamente gli attacchi a uno Stato o a un gruppo specifico.
FBI e CISA raccomandano agli operatori di limitare l’accesso a Internet dei dispositivi di controllo, separare le reti industriali da quelle aziendali, sostituire le password predefinite e aggiornare i programmi di gestione. Particolare attenzione viene richiesta per le apparecchiature obsolete, spesso prive di adeguate protezioni.
Il rischio riguarda un’infrastruttura molto più ampia della distribuzione alimentare. Ospedali, laboratori farmaceutici, aziende chimiche e trasporti dipendono da sistemi capaci di mantenere temperature costanti. La compromissione di un semplice dispositivo di controllo può quindi trasformarsi in un danno materiale, economico o sanitario, anche senza interrompere i sistemi informatici principali.













