Bolivia, emergenza nazionale per il «super El Niño»: oltre 114mila famiglie colpite dalla siccità

Bolivia, emergenza nazionale per il «super El Niño»: oltre 114mila famiglie colpite dalla siccità

K metro 0 – La Paz – La Bolivia dichiara l’emergenza nazionale per fronteggiare gli effetti del fenomeno climatico El Niño, mentre una grave siccità mette in difficoltà le comunità rurali e le autorità si preparano al rischio di inondazioni. Il presidente Rodrigo Paz ha firmato il decreto supremo 5759, entrato in vigore il 31

K metro 0 – La Paz – La Bolivia dichiara l’emergenza nazionale per fronteggiare gli effetti del fenomeno climatico El Niño, mentre una grave siccità mette in difficoltà le comunità rurali e le autorità si preparano al rischio di inondazioni. Il presidente Rodrigo Paz ha firmato il decreto supremo 5759, entrato in vigore il 31 ottobre, per mobilitare risorse economiche, personale e strutture di soccorso. Secondo l’ultimo bilancio diffuso dal governo, oltre 114mila famiglie sono già colpite dalla carenza d’acqua.

La decisione è stata annunciata dal capo dello Stato in un messaggio trasmesso dalla televisione pubblica Bolivia TV. Paz ha avvertito che il Paese potrebbe affrontare conseguenze particolarmente gravi, con periodi di siccità seguiti da piogge intense e alluvioni. Il presidente ha chiesto il coordinamento tra governo centrale, amministrazioni regionali, municipi, Forze armate e polizia, oltre al sostegno della cooperazione internazionale.

Il quadro più aggiornato, illustrato dal ministro della Difesa Ernesto Justiniano, registra 114.048 famiglie coinvolte in 63 municipi di sei dipartimenti. Il dato comprende 78.217 famiglie classificate come colpite e altre 35.831 considerate gravemente danneggiate. Sono 1.486 le comunità interessate dall’emergenza.

Le conseguenze sull’agricoltura e sull’allevamento sono già pesanti. Le autorità segnalano 167.511 ettari di terreni agricoli danneggiati, dei quali oltre 60mila considerati perduti, e la morte di 75.013 capi di bestiame. Un bilancio che evidenzia il rischio per l’approvvigionamento alimentare e per il reddito delle famiglie che dipendono dalle attività rurali.

Le aree maggiormente esposte alla mancanza di precipitazioni comprendono l’Altiplano, le valli andine e il Chaco. Ma l’emergenza non riguarda soltanto la scarsità d’acqua. Con l’avvicinarsi della stagione delle piogge, che normalmente si estende da novembre a marzo, le autorità temono anche grandinate, gelate, incendi forestali, esondazioni e allagamenti.

Il decreto è stato adottato dopo una raccomandazione del Consiglio nazionale per la riduzione dei rischi e la gestione delle emergenze, Conarade, formulata il 30 ottobre. La dichiarazione consente di rafforzare il coordinamento istituzionale e attivare meccanismi di finanziamento straordinario, con l’obiettivo di accelerare gli interventi nelle zone più vulnerabili.

El Niño è un fenomeno naturale legato al riscaldamento anomalo delle acque superficiali del Pacifico equatoriale. Può alterare la circolazione atmosferica e modificare le precipitazioni in diverse parti del mondo. L’intensità prevista per l’episodio 2026-2027 ha portato diversi osservatori a utilizzare l’espressione «super El Niño», anche se gli effetti concreti variano notevolmente da una regione all’altra.

Per la Bolivia, il problema immediato è affrontare due rischi climatici apparentemente opposti: la siccità già in corso e le possibili inondazioni dei prossimi mesi. La dichiarazione d’emergenza permette di preparare la risposta nazionale, ma la sua efficacia dipenderà dalla rapidità degli aiuti e dalla capacità di raggiungere le comunità isolate. In un Paese dove molte economie locali dipendono dall’agricoltura, la crisi climatica rischia di trasformarsi rapidamente in una crisi sociale ed economica.

Condividi su:
Condividi:

Posts Carousel

Latest Posts

Top Authors

Most Commented

Featured Videos

Che tempo fa



Condividi su: